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Musica

La musica italiana comincia a svilupparsi nel Trecento con la diffusione dell’ars nova, che introduce la polifonia nella musica profana. In questo periodo, città come Mantova, Firenze, Ferrara, Venezia, Milano e Roma diventano centri di primo piano nel panorama musicale europeo, mentre nel Quattrocento si ricordano i canti carnascialeschi nati a Firenze nell’epoca di Lorenzo il Magnifico.

Nel Cinquecento si ricordano Costanzo Festa, primo polifonista di fama internazionale, Gioseffo Zarlino, che dà un notevole contributo alla teoria del contrappunto, Pierluigi da Palestrina, Luca Marenzio, Carlo Gesualdo, uno dei principali innovatori del linguaggio musicale e Claudio Monteverdi, grazie al quale nasce e si afferma l’opera lirica e in particolare il melodramma.

Nel Seicento l’Italia è sede delle prime grandi scuole di musica strumentale, che influenzeranno i musicisti di tutta Europa soprattutto attraverso le opere degli autori del periodo barocco Giovanni Gabrieli, Girolamo Frescobaldi, Arcangelo Corelli, che dà un notevole contributo allo sviluppo dell’arte violinistica e del concerto grosso, Antonio Vivaldi, che accentua il virtuosismo individualistico e con il quale il concerto assume una sua struttura definitiva, Domenico e Alessandro Scarlatti, che rinnovano le composizioni per clavicembalo e Giovanni Battista Pergolesi.

Nel Settecento, Luigi Boccherini, Luigi Cherubini e Antonio Salieri, compositore ufficiale della corte asburgica, sono i maggiori rappresentanti della musica strumentale e operistica italiana mentre Napoli diviene, grazie ai suoi conservatori, un importante centro di formazione e aggiornamento e un indiscusso riferimento nel mondo musicale e teatrale europeo, ove insegnano Alessandro Scarlatti, Tommaso Traetta, Niccolò Jommelli e Nicola Porpora, alla cui scuola si formano numerosi castrati, tra cui Carlo Broschi, in arte Farinelli, il più celebre sopranista del Settecento. In tale contesto si sviluppa l’opera buffa, genere operistico della musica intesa come divertimento, rappresentato da compositori come Baldassare Galuppi, Niccolò Piccinni, Pietro Alessandro Guglielmi e Domenico Cimarosa e da opere come La serva padrona, La Cecchina e Il matrimonio segreto.

Del periodo romantico si ricordano opere liriche come il Guglielmo Tell e Il barbiere di Siviglia di Gioachino Rossini, I puritani di Vincenzo Bellini, l’Aida, il Nabucco, La traviata e il Rigoletto di Giuseppe Verdi; sono invece ispirate al verismo la Turandot, Madama Butterfly, la Tosca e La bohème di Giacomo Puccini, i Pagliacci di Ruggero Leoncavallo e la Cavalleria rusticana di Pietro Mascagni.

Vanno ricordati anche strumentisti come Niccolò Paganini, uno dei maggiori violinisti del XIX secolo; Arturo Benedetti Michelangeli, raffinato interprete di pianoforte del XX secolo; Maurizio Pollini, Salvatore Accardo e Uto Ughi, violinisti di fama internazionale e infine il violoncellista Mario Brunello. Tra le orchestre sinfoniche risaltano l’Orchestra dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia di Roma, l’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai di Torino, l’Orchestra Sinfonica Siciliana di Palermo e la Filarmonica della Scala di Milano; tra i direttori d’orchestra spiccano Arturo Toscanini, Ferruccio Busoni, Riccardo Muti, Claudio Abbado. Sono italiani molti interpreti della lirica del XIX e del XX secolo: i tenori Luciano Pavarotti ed Enrico Caruso, i soprani Renata Tebaldi e Katia Ricciarelli, il mezzosoprano Cecilia Bartoli, i bassi-baritoni Ruggero Raimondi e Sesto Bruscantini e i contralti Marietta Alboni, Clorinda Corradi e Rosmunda Pisaroni.

Il repertorio che va dagli inizi dell’Ottocento all’immediato secondo dopoguerra, la cui epoca d’oro cade a cavallo tra XIX e XX secolo, costituisce la canzone classica napoletana, nata tradizionalmente nel 1839 con Te voglio bene assaje e che annovera brani celebri come ‘O sole mio, ‘O surdato ‘nnammurato e Torna a Surriento.

Nel XX e nel XXI secolo, in seguito al risveglio musicale in atto nei vari paesi europei, alcuni compositori italiani cercano di proporre un nuovo linguaggio musicale come Ildebrando Pizzetti, Alfredo Casella, Ottorino Respighi, Gian Francesco Malipiero e Goffredo Petrassi durante le due guerre mondiali; Bruno Maderna, Franco Donatoni, Luciano Berio, Luigi Nono, Aldo Clementi dal dopoguerra sino ai nostri giorni.

La musica leggera italiana degli ultimi decenni può contare su rassegne canore di rilevanza internazionale come il Festival di Sanremo e lo Zecchino d’Oro.

Cinema

Il cinema italiano nasce nel 1905 a Torino e a Roma e conquista rapidamente un ruolo di primo piano, producendo pellicole come Gli ultimi giorni di Pompei, Quo vadis? e Cabiria che, esportate ovunque, lo situano ai primi posti nel mondo[231]. La guerra interrompe questa fase e per tutti gli anni venti in Italia ci sarà spazio solo per i film statunitensi e tedeschi.

La ripresa arriva negli anni trenta: nascono la Mostra di Venezia (1932), l’Istituto Luce, il Centro sperimentale di cinematografia (1935), l’ENIC (1935) e infine Cinecittà (1937) e la produzione italiana conosce un rilancio, anche se prevalentemente con pellicole stucchevoli (i “telefoni bianchi”).

Nel dopoguerra il cinema italiano dà vita alla stagione del neorealismo, i cui registi più noti – Vittorio De Sica, Roberto Rossellini e Luchino Visconti – ottengono importanti riconoscimenti all’estero, benché accusati in patria di mostrare un paese povero. Nei primi anni cinquanta emerge una generazione di autori, tra cui Federico Fellini, Michelangelo Antonioni, Alberto Lattuada, ai quali si affianca la figura anticonformista di Pier Paolo Pasolini. A livello di consumo di massa incassano miliardi i film “strappalacrime” (Matarazzo).

Negli anni sessanta, nell’Italia del “boom” economico, il cinema si inventa la commedia all’italiana, con registi come Pietro Germi, Mario Monicelli, Ettore Scola, Luigi Comencini, Dino Risi; è l’ora di Gina Lollobrigida, Claudia Cardinale, Totò, Marcello Mastroianni, Vittorio Gassman, Nino Manfredi, Ugo Tognazzi, Aldo Fabrizi e Alberto Sordi. Saranno però opere drammatiche a condurre Anna Magnani nel 1956 e Sophia Loren nel 1962 all’assegnazione dell’Oscar alla miglior attrice. Negli anni settanta l’ottimismo lascia spazio ad una società tormentata. Emergono il giallo all’italiana (Lucio Fulci e Dario Argento), il cinema politico, con registi come Elio Petri e Francesco Rosi e interpreti come Gian Maria Volonté, oppure quello della difficoltà esistenziale (Marco Bellocchio). Ma nasce anche il filone degli “spaghetti-western”, in cui si afferma Sergio Leone. Da ricordare anche le figure di Franco Zeffirelli, Ermanno Olmi, Carlo Verdone, Nanni Moretti e Massimo Troisi.

Con l’avvento della televisione commerciale, emergono difficoltà che permangono nonostante una straordinaria sequenza di successi internazionali, come i 9 premi Oscar assegnati a L’ultimo imperatore di Bernardo Bertolucci (1988), o quelli vinti da Nuovo cinema Paradiso di Giuseppe Tornatore (1990), da Mediterraneo di Gabriele Salvatores (1992) e da La vita è bella di Roberto Benigni (1999). Negli anni duemila a incassare maggiormente sono i cosiddetti cine-panettoni,[233] caratterizzati da comicità disimpegnata, ma che fa presa sul largo pubblico, spesso ambientati in luoghi esotici. L’ultimo successo è di Paolo Sorrentino, Oscar 2014 con La grande bellezza.

Sport

Nel 2017 le federazioni sportive affiliate al CONI sono 45 con 4 500 327 praticanti, e 19 discipline associate. La Federazione Italiana Giuoco Calcio ha il maggior numero di tesserati con 1 098 450 atleti iscritti, seguita dalla Federazione Italiana Pallavolo con 365 732 tesserati e dalla Federazione Italiana Pallacanestro con 313 587 tesserati.

A livello amatoriale, nel 2010 risultano oltre 19 milioni di individui che praticano almeno uno sport, pari al 33% della popolazione, a fronte di oltre 22 milioni, esattamente il 38,3%, che non svolgono alcuna attività fisica.Secondo un rapporto CENSIS-CONI del 2008, le attività ginniche equivalgono al calcio come sport più praticato, seguite dagli sport acquatici, il ciclismo, l’atletica leggera, gli sport invernali e il tennis.

La Serie A del campionato italiano di calcio è uno dei più importanti e seguiti campionati calcistici del mondo,[252] nonché il quarto più competitivo d’Europa secondo il ranking stilato dall’UEFA nel 2015. La Nazionale italiana di calcio è una delle più titolate, avendo vinto quattro mondiali, un europeo e un’Olimpiade.

Tra gli altri sport popolari vi sono la pallacanestro, la pallavolo, il rugby, il ciclismo (che conta competizioni internazionali come il Giro d’Italia e la Milano-Sanremo), l’atletica leggera, la scherma e gli sport acquatici, come nuoto, pallanuoto e tuffi; infine, negli sport motoristici (automobilismo e motociclismo), vanno ricordati gli autodromi di Monza, Imola, Misano e del Mugello, le case motociclistiche, come Aprilia, Gilera, MV Agusta e Ducati e automobilistiche, come la Ferrari, che in Formula 1 detiene il record di titoli per piloti e costruttori, di vittorie per singole gare e di presenza ininterrotta dall’istituzione del campionato mondiale di Formula 1.

Per quanto riguarda i Giochi olimpici, Roma ha ospitato i Giochi della XVII Olimpiade, Cortina d’Ampezzo i VII Giochi olimpici invernali e Torino i XX Giochi olimpici invernali. Nonostante le severe sanzioni delle federazioni sportive, anche lo sport italiano risente di effetti negativi come la diffusione del doping tra gli sportivi, professionisti e amatori (nel 2007 le federazioni hanno eseguito 11 250 controlli, con un tasso di positività dello 0,6%), la corruzione (caso eclatante nel 2006 è stato Calciopoli), gli eccessi economici, la violenza negli stadi e le discriminazioni. La maglia azzurra è l’uniforme adottata da quasi tutte le compagini sportive che rappresentano l’Italia in ambito internazionale.

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