Social security system (insurance) | Sistema di sicurezza sociale (assicurazione)

Il sistema di sicurezza sociale italiano si articola in tre settori rispettivamente gestiti dall’INPS, dall’INAIL e dal Servizio Sanitario Nazionale (SSN).

Il più grande ente previdenziale italiano è l’Istituto Nazionale di Previdenza Sociale (INPS), presso il quale è assicurata la quasi totalità dei lavoratori dipendenti del settore privato e, di recente, anche quelli del settore pubblico. Di altre categorie, tra le quali i giornalisti, i medici, gli avvocati e altri settori professionali, si occupano invece altri enti. L’INPS eroga prestazioni sia di natura previdenziale sia di natura assistenziale. Le prime sono determinate in base ai contributi versati, mentre le seconde prescindono dal versamento di contributi (ad es. assegno per il nucleo familiare, assegno a sostegno della maternità e per i nuclei familiari concessi dai Comuni). Le pensioni gestite dall’INPS sono quella di inabilità, l’assegno ordinario di invalidità, la pensione di vecchiaia, la pensione ai superstiti. Altre prestazioni di natura non pensionistica erogate dall’INPS sono: l’assegno sociale, la disoccupazione, la mobilità dei lavoratori, la Cassa integrazione guadagni, il trattamento di fine rapporto (TFR), gli assegni al nucleo familiare, la malattia, gli assegni familiari dei Comuni, la maternità e paternità, i congedi parentali e riposi per allattamento, l’assistenza ai disabili, l’assegno cure tubercolari, le cure balneo termali, l’assegno per congedo matrimoniale, l’assegno maternità dello Stato e dei Comuni.

L’Istituto nazionale per l’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro (INAIL) ha invece un ruolo attivo nell’ambito della tutela della salute e della sicurezza del lavoratore. L’INAIL si occupa quindi del regime assicurativo, finanziato mediante i contributi versati solo dai datori di lavoro, garantendo protezione ai lavoratori in caso di infortuni, malattie professionali o morte sul lavoro. Gli infortuni sul lavoro sono tutti quegli eventi occorsi al lavoratore che hanno luogo per causa violenta in occasione di lavoro, da cui sia derivata la morte o l’inabilità permanente al lavoro, assoluta o parziale, ovvero un’inabilità temporanea assoluta che comporta l’astensione al lavoro per più di tre giorni. I lavoratori dipendenti hanno diritto alle prestazioni INAIL anche se il datore di lavoro non ha adempiuto agli obblighi contributivi. L’INAIL eroga prestazioni di natura temporanea o pensioni a carattere permanente in caso di disabilità permanente, oppure può concedere indennità in caso di morte. Il diritto di richiedere ed ottenere le prestazioni infortunistiche si prescrive nel termine di tre anni, sospeso durante la liquidazione amministrativa delle indennità.

La normativa applicata agli stranieri e i requisiti necessari per l’accesso alle prestazioni previdenziali

Il lavoratore cittadino di paesi terzi che svolge la sua attività in Italia viene assoggettato alla legislazione previdenziale e assistenziale italiana in base al principio della territorialità dell’obbligo assicurativo, sia che questi sia assunto con un contratto di lavoro a tempo determinato sia indeterminato. Anche i lavoratori stranieri vengono quindi equiparati agli italiani nella soggezione al regime assicurativo e previdenziale.

Un regime particolare è invece previsto per i lavoratori stagionali, i quali beneficiano solo di alcune forme assicurative (pensioni, infortuni, malattia e maternità), in quanto nel loro caso i versamenti effettuati dai datori di lavoro per gli assegni familiari e per la disoccupazione non danno luogo a prestazioni ma sono versati al Fondo nazionale per le politiche migratorie e concorrono a finanziare gli interventi di carattere socio-assistenziale a livello locale a favore degli immigrati.

I lavoratori autonomi invece provvedono al versamento dei contributi dovuti all’INPS sulla base del reddito denunciato ai fini fiscali. Per i lavoratori dipendenti invece la quota dei contributi dovuti viene versata dal datore di lavoro. L’erogazione delle prestazioni previdenziali prevede l’avvenuto versamento di un certo numero di anni di contributi, sia per gli italiani sia per gli stranieri. Ad esempio:

  • Pensione di vecchiaia: periodo di almeno 20 anni di contributi versati
  • Pensione di mobilità e di invalidità: periodo di almeno 5 anni di contributi versati, di cui 3 nell’ultimo quinquennio.
  • Disoccupazione: requisiti contributivi differenti a seconda del settore lavorativo interessato.

Se il datore di lavoro non procede al versamento dei contributi, il diritto alla prestazione previdenziale non viene meno se richiesto dallo straniero interessato entro il termine di prescrizione di tre anni.

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