How to start own business (procedures) | Come iniziare una propria attività lavorativa (step da seguire)

Quanto pensi di essere innovativo?E’ il momento giusto per fondare la tua startup? Sei pronto per fondare legalmente la startup? Sei sicuro di volerla fondare in Italia? Sei sicuro di avere tutte le informazioni giuste? Come ti finanzierai? Pensi di avere un buon co-founder e un buon team?

1 – Capire cos’è l’innovazione

Secondo l’economista austriaco Joseph Schumpeter che per primo teorizzò il concetto di “innovazione” (e se vogliamo anche quello di disruption con la definizione di Distruzione Creatrice), l’innovazione è intrinsecamente legata all’impresa e al sistema economico, e si sostanzia nell’introduzione nel mercato di un prodotto nuovo, o nell’introduzione di nuovi processi, tecniche, organizzazione del lavoro che abbattono i costi di produzione o aprono nuovi mercati. L’innovazione è quindi di prodotto o di processo, ma deve essere introdotta nel ciclo economico ed essere capace di modificarne lo scenario e generare valore, per l’impresa stessa e per i suoi clienti. Se la creatività è avere delle idee, l’innovazione ne è l’applicazione; un’invenzione, per quanto stupefacente, non è innovazione se non trova una dimensione applicativa che garantisce  un progresso sociale.

Il ruolo e il dovere, anche etico dunque, di tutte le imprese è di essere innovative; le startup sono gli avamposti di frontiera, o le punte di diamante della cultura dell’innovazione intesa in questo modo. Se ti è capitato di vedere film, o leggere storie di grandi startupper e case history della Silicon Valley saprai che tutte le startup  vogliono “cambiare il mondo”. E’ la missione generale, per tutti.

Andando più sul pratico, come il nostro ordinamento ha interpretato il concetto d’innovazione? Cosa richiede di dimostrare, in questa direzione, per incasellare una società come “impresa innovativa”?

Perché possa definirsi innovativa il nostro ordinamento richiede (art.25, Decreto Crescita 2.0) che “la startup abbia quale oggetto sociale, esclusivo o prevalente, lo sviluppo, la produzione e la commercializzazione di prodotti o servizi innovativi ad alto valore tecnologico”. Nel caso di “prevalenza” l’attività innovativa coesiste con altre attività della società, può essere autocertificata dal legale rappresentante ma essere basata su fatti oggettivi, come i fatturati raggiunti dalla startup. (fonte: Piccola guida per startupper di CorriereImpresa, pag.229-230). In questa definizione, vediamo anche che il concetto d’innovazione è legato al valore tecnologico.

Un altro requisito che indirettamente incide sulla qualifica di innovatività è nello stesso Decreto quello che prevede che la startup soddisfi almeno una di queste 3 condizioni:

  • Spese in R&D uguali o superiori al 15% del maggior valore tra costo e valore totale della produzione;
  • Impiego come dipendenti o collaboratori di almeno un determinato numero di personale qualificato da titoli di studio;
  • Titolarità (o disponibilità in licenza) di un brevetto industriale funzionale all’oggetto sociale

A questi si aggiungono altri requisiti, come l’età della startup, per i quali si rimanda al sito del Registro Imprese Innovative. E’ chiaro che le caratteristiche scelte dal legislatore per individuare startup innovative stanno piuttosto strette a molte società che pure innovative sono, mentre al contrario, possono rispondere a tali requisiti società che, in definitiva, tanto innovative non sono, altrimenti non si spiegherebbe come mai 6 startup innovative su 10 del registro imprese sono prive di un sito web.

2 – E’ il momento giusto per la tua startup?

L’idea non sempre conta. Ci sono idee imprenditoriali che sembrano interessanti. A volte però non è il momento giusto per svilupparle o ci si trova in un luogo poco adatto a renderle un progetto vincente. Una tecnologia, per esempio, non sempre giunge sul mercato con l’applicazione giusta; può anche arrivare troppo presto, quando i potenziali utilizzatori non sono pronti, o troppo tardi, quando la competizione è eccessiva. In un progetto imprenditoriale il tempo è tutto.  Arrivare al momento giusto può fare la differenza tra successo e insuccesso, o meglio, può generare un vantaggio non da poco.

3 – Pronto a fondare la startup? Ecco il percorso del registro imprese

La startup è, prima di tutto, un’impresa. Quindi nessun motivo osta al fatto che per darle vita legale venga seguita la procedura prevista dal nostro ordinamento per aprire una qualsiasi impresa: scelta della forma giuridica e costituzione di una società, apertura di una partita iva, iscrizione al registro imprese, ecc. Essere (nella sostanza) impresa innovativa, non scaturisce dall’ iscriversi al Registro delle imprese innovative. L’innovatività è un carattere intrinseco della startup, non un’etichetta.

Rimane tuttavia il fatto che l’iscrizione al Registro Imprese come startup innovativa serve a poter essere titolari di determinati vantaggi di natura burocratica e fiscale, pochi a dire il vero questi ultimi, come racconta in questo video Roberta Dell’Apa, presidente dell’Associazione Dottori Commercialisti Italiani. Tra i vantaggi il fatto che solo con l’iscrizione al registro si può accedere al Fondo Centrale di Garanzia per ottenere la garanzia da parte dello Stato nei confronti di un banca a cui si richiede un prestito, fatto che ha reso più semplice anche alle startup trovare finanziamenti presso gli istituti di credito.

Dal 20 luglio 2016 chi voglia in Italia costituire una società innovativa in forma giuridica di Srl (Spa e Sapa sono escluse), può farlo online e senza il coinvolgimento obbligatorio di un notaio. Chi preferisce rivolgersi al notaio (che ricordiamo, non è un mero compilatore di atti), può naturalmente farlo; ma nel caso in cui la scelta più low cost abbia il sopravvento, oggi esiste la possibilità di costituire la propria startup in modo semplificato e a costo irrisorio con gli strumenti messi a disposizione online dalla PA. Basta andare alla pagina dedicata nel sito del Registro delle imprese di InfoCamere e seguire la procedura per ottenere la generazione dello Statuto e dell’Atto Costitutivo, documenti che solitamente redige il notaio e che servono obbligatoriamente per la costituzione della Srl.

E’ altrettanto importante dire che nella procedura online manca completamente quel genere di controlli che il notaio è tenuto a fare: tipicamente i controlli sulle identità delle persone e quelli per anti-riciclaggio. I rischi che si corrono in definitiva sono, secondo i notai, i furti d’identità e la creazione di startup fasulle se non addirittura veicolo di copertura per traffici illeciti.

4 – Sei sicuro di voler fondare la tua startup in Italia?

Il nostro consiglio è: pensaci bene, ma in modo costruttivo. Valuta il tuo business, il tuo mercato di riferimento, la tua organizzazione societaria, il tuo team, le tue ambizioni in termini d’investimenti. L’Italia è un Paese in cui si investe ancora poco in startup rispetto a Paesi anche confinanti, la burocrazia e la certezza del diritto rendono difficile la vita di un’impresa e la conquista d’investitori esteri; ma può essere il posto perfetto per il tipo di business della tua startup o per le competenze che servono alla tua startup.

5 – Le informazioni giuste: e se ti servisse un avvocato?

Sotto il profilo dei brevetti ti potrebbe essere utile sapere che anche in Italia con al disposizione denominata Patent Box è ora possibile aderire alla tassazione agevolata dei redditi derivanti da opere dell’ingegno, brevetti industriali, marchi e disegni. Per il 2015 si può dedurre da Ires e Irpef il 30%, il 40% nel 2016 e il 50% nel 2017, come puoi leggere in  questo articolo sul Patent Box.

6 – Come ti finanzierai?

Abbiamo sopra accennato come oggi sia più semplice per una startup chiedere un finanziamento in banca grazie al Fondo Centrale di Garanzia. Ma certamente la banca non è l’unico e nemmeno il più indicato strumento di finanziamento per una startup, che è un impresa ad alto tasso di fallimento e deve pertanto trovare forme di finanza alternativa.

7 – Hai un buon co-founder e un buon team?

Il timing è tutto per una startup, abbiamo detto sopra. Ma anche il team. E’ dal team che dipende l’execution, cioè la capacità di realizzare concretamente la missione dell’impresa, e tradurla in successo. Il team è un’asset della startup, a cui anche gli investitori danno moltissima importanza. Il team è composto prima di tutto da te che sei il fondatore e probabilmente il leader: abbiamo un video per indicarti quali sono le caratteristiche vincenti di un buon leader.

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